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Ciuccio ai Neonati: attenzione ai Dentini

Il ciuccio è sicuramente un comodo alleato delle mamme (o di chi accudisce il bebè), che lo utilizza come rimedio di emergenza per placare il bambino quando non può consolarlo in altro modo. Bisogna però fare attenzione a non esagerare nell’utilizzo, e soprattutto a non protrarlo troppo a lungo.

Tra le funzioni della lingua, nei primi mesi di vita, c’è quella di ampliare l’arcata superiore e adattarla a quella inferiore. Il ciuccio essendo un oggetto che si pone tra lingua e palato impedisce il corretto espletarsi di questa funzione. La diretta conseguenza è che il palato possa essere più stretto rispetto all’arcata inferiore.

Il ciuccio rappresenta sicuramente un valido aiuto per le mamme, aiuta infatti a far addormentare, a calmare il pianto, e spesso diventa una vera e propria abitudine anche per il bambino che difficilmente poi riuscirà a farne a meno. La suzione è infatti un meccanismo naturale presente nel bambino persino prima della nascita, l’istinto di suzione è quello che permette al neonato di nutrirsi al seno della madre o al biberon.

Per questo un utilizzo contenuto del ciuccio non provoca danni irreversibili, né ai denti né alle arcate dentarie, soprattutto se usato solamente entro i primi anni d’età. Inoltre il ciuccio è senz’altro meno dannoso della suzione del pollice, dal momento che esercita minore pressione sui denti, ed è più controllabile dalla mamma che può decidere quando sospenderlo.

I pediatri concordano che gli svantaggi cominciano ad essere superiori ai benefici oltre i 10-12 mesi di età, specie se l’uso è intensivo. Il ciuccio dovrebbe essere completamente abbandonato entro i 18 mesi. Chiaramente ogni bambino ha il suo tempo e bisogna anche saperlo rispettare. Togliere il succhiotto troppo presto infatti potrebbe portare il bambino a sostituirlo con il pollice e i danni sarebbero anche peggiori.

L’abbandono dunque dovrebbe essere graduale e completarsi entro il compimento del diciottesimo mese, in questo modo palato e dentizione potranno seguire il loro normale corso.

Consigli su come togliere il ciuccio al bambino:

  • Gradualmente – La gradualità e il distacco sereno, che avviene per fasi, sono requisiti essenziali perché l’abbandono del ciuccio non sia traumatico. Quindi, per esempio, si può lasciare il ciuccio al piccolo solo nel momento del sonno, che sia la nanna notturna o il riposino
  • Collaborando – In questa fase è importante che si condividano intenti e comportamenti con chi interagisce quotidianamente con il bambino: educatori, nonni, tata. In tal senso, è cruciale chiedere e pretendere la collaborazione di tutti
  • Parlando – Uno dei modi da sempre più efficaci per togliere il ciuccio ai bambini è farlo percepire come un ostacolo al gioco e alla conversazione. Un’idea è invogliare il piccolo a parlare, raccontandogli una storia che richieda per esempio interazione verbale.
  • Congratulandosi – Il momento in cui lascia il ciuccio, per un bambino è epocale. Si tratta davvero di un grande abbandono, di un passaggio difficile e significativo. Quindi, è importante lodarlo facendolo sentire grande davanti agli altri. Non molto utili, né educative, sono invece le ricompense di tipo materiale come regali o altre concessioni a quelli che si sanno essere capricci. In questo caso, il ciuccio potrebbe trasformarsi in un vero e proprio oggetto di ricatto da parte del bambino.

 

Ci sono diversi modi in cui il ciuccio può danneggiare lo sviluppo corretto del palato di un bambino, ovvero sullo sviluppo dell’ampiezza del palato, sul piano del proflo, la presenza persistente del ciuccio determina un allungamento dell’arcata superiore, conseguentemente i denti davanti superiori risultano sporgenti rispetto agli inferiori. Sul piano verticale, con l’interposizione del ciuccio, il bambino sviluppa il cosiddetto “morso aperto”: osservando la bocca del bambino quando e’ chiusa e i denti posteriori sono a contatto, davanti si nota che i denti rimangono distanziati tra loro, e lasciano una sorta di apertura in cui il bambino facilmente interpone la lingua.

 

Il problema che si genera è solo di tipo estetico?

Purtroppo no. Oltre al problema estetico, cioè denti sporgenti e un palato stretto ed appuntito, si genera un importante problema di tipo funzionale legato all’accrescimento scheletrico ed alla deglutizione. In secondo luogo, ma di ugual importanza, a causa della presenza fisica del ciuccio tra la lingua ed il palato e della contrazione ormai ingenerata in quest’ultimo, la lingua non trova più una sede congrua, e questo porta il bambino a avere un movimento della lingua e un deglutizione differente rispetto alla norma.

Come correggere eventuali problemi creati dall’uso prolungato del ciuccio?

Dal punto di vista odontoiatrico potrebbe essere necessario intervenire, in una successiva fase di crescita, con l’ortodonzia e l’inserimento di un apparecchio ortodontico per correggere i difetti del palato. Alla terapia odontoiatrica potrebbe essere inoltre necessario affiancare una terapia dal logopedista per correggere eventuali problemi di pronuncia.

 

Per evitare di dover incorrere in problemi di ortodonzia futuri il Ventura Centro Odontoiatrico vi invita a seguire i suoi consigli relativi alle migliori pratiche per il corretto sviluppo della bocca dei vostri piccoli. Seguiamo inoltre tantissimi bambini e siamo competenti per tutto quello che riguarda l’ortodonzia pediatrica.